"Con due atti ispettivi, il 12 marzo e il 25 marzo c.a., - ha ricordato il consigliere regionale della Campania Pietro Diodato – avevo denunciato la pretestuosità delle ragioni addotte dall'amministratore delegato della GESAC a sostegno della richiesta di mobilità per ben 42 lavoratori dello scalo aereo di Capodichino. Nonostante le assicurazioni di rito, l'Assessore al Lavoro e quello alle Attività Produttive della Regione Campania non hanno ritenuto di approfondire l'esistenza dei presupposti per l'avvio della mobilità. Nella tarda mattinata del 22.05.2009 Il Ministero del Lavoro ha formalmente ratificato la nota ed illegittima operazione mobilità/CIGS.
A smentire l'ingegner Pollio e a vanificare i principi dell'accordo del 4 maggio c.a., tra i vertici della GESAC, l'Unione Industriali di Napoli e le organizzazioni sindacali FILT/CGIL, FIT/CISL, UIL/TRASPORTI, UGL/T e la SDL/T.A. – ha proseguito Pietro Diodato - è l'ENAC. L'Ente nazionale per l'Aviazione Civile, infatti, con il suo rapporto del 20.05.2009 ha rilevato che: " traffico passeggeri in corso che, al contrario delle previsioni negative finora circolate, è in costante crescita nel presente periodo come si riscontra dai dati di traffico dei giorni di punta con circa 200 movimenti/giorno e circa 20.000 pax/giorno".
E' inconcepibile – ha concluso Diodato - che le incapacità gestionali del vertice Gesac debbano gravare come macigni sul pubblico erario. E' inaccettabile, infatti, che i manager della Gesac utilizzino i lavoratori come arma di ricatto per spingere il Governo a rinnovare la convenzione e ad aumentare le tasse aeroportuali. Personalmente, visto il disinteresse generale che circonda i 42 lavoratori "volontariamente" mobilitati, ho indirizzato al Ministro del Lavoro una precisa richiesta di revoca dell'autorizzazione concessa alla procedura di mobilità/CIGS concessa alla Gesac." Fonte : comunicato stampa
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